La recensione di quest'album è presente al link che segue:
www.powermetalzone.altervista.orgAUTORE: CINDERELLA
TITOLO: Long Cold Winter
DATA: 1988 - Mercury Records
VOTO: 8.5/10
RECENSORE: Raf "The Grinder"
TRACKLIST:01 - Bad Seamstress Blues/Fallin' Apart As The Seams
02 - Gypsy Road
03 - Don't Know What You Got ('Till It's Gone)
04 - The Last Mile
05 - Second Wind
06 - Long Cold Winter
07 - If You Don't Like It
08 - Coming Home
09 - Fire And Ice
10 - Take Me Back
RECENSIONE:Gli anni ottanta, come tutti ben sanno, sono stati per il rock duro gli anni del glam, genere di cui i massimi rappresentanti furono gente come Motley Crue, Guns'n'Roses, Poison, Faster Pussycat in primis, tutti provenienti dalla costa losangelina, e tutti caratterizzati da uno stile (non solo musicale) molto "glamour", stravagante, "che impressiona" (capelli cotonati, trucchi e chi più ne ha, più ne metta!), ispirato a band della decade precedente come Kiss, Aerosmith e Alice Cooper. Ma tra tutti questi gruppi, che nonostante la matrice simile riuscivano ad assumere quel "quid" di originale, a cavallo tra la seconda metà degli ottanta e i primi novanta si distinsero i Cinderella.
Il gruppo era (e se non erro è attualmente) formato dal carismatico Tom Keifer alla voce, alle chitarre e all'armonica, da Brittingham al basso e ai cori, ed infine da Jeff LaBar alla seconda chitarra e da Coury dietro le pelli.
Dopo un'album d'esordio eccezionale e ben riuscito, "Night Songs" dell'86, che mostrò il loro lato più melodico e festaiolo, i quattro ragazzi tornano nel 1988 con l'album qui in questione, e ancora una volta fanno centro (triplo disco di platino).
L'opener è un'intro blues acustica, "Bad Seamstress Blues", dove risaltano le influenze di Keifer (Muddy Waters e Jhonny Winter) con un sottofondo di armonica, davvero ben riuscito.
"Fallin' Apart at the Seams" è praticamente una continuazione dell'intro acustica, ma qui le influenze hard-rockeggianti la fanno da padrona, e da sottolineare la grande interpretazione vocale di Keifer, l'ottimo riffing e il mid-tempo monolitico.
Si prosegue con "Gypsy Road", uno dei classici del repertorio della band, dove le atmosfere si fanno più veloci, i cori sono ben sorretti dalle chitarre e il risultato è una delle canzoni glam in assoluto più' famose, e che ha una resa live ancor più riuscita (sembra fatta apposta per i concerti!).
A seguire c'è una ballad "strappa lacrime", "Don't know what you got ('till it's gone) in cui risalta il lato romantico e iper-melodico dei Cinderella: grande prova vocale di Keifer, che qui suona anche piano e chitarra (gran bell'assolo).
Con "The last Mile" (terzo singolo insieme ai due brani precedenti) torniamo a toni più vivaci e ad un ritornello molto orecchiabile (che ricorda molto i primi Poison) fa il verso un'assolo ben azzeccato: immancabile!
"Second Wind" è una track ancor più veloce delle precedenti, ma che nonostante sia ben suonata, sembra il pezzo meno convincente di tutto l'album: il suono delle chitarre è sporco al punto giusto, ma forse il ritornello è un po' scontato.
Subito dopo segue la title-track, un blues molto lento e malinconico introdotto da un sottofondo di hammond che ben si sposa con la voce graffiante di Keifer: una delle migliori songs mai scritte dalla band!
"If You don't like It" parte con il basso e la chitarra in primo piano che, da un'iniziale atmosfera di tensione, ci portano in un ritmo molto glam dove i cori sono ben amalgamati a un riffing che ricorda gli Aerosmith (in versione più pesante).
"Coming Home" è un bel pezzo "california-style" con delle belle linee melodiche, che da un inizio più controtempato si trasforma in una semi-ballad con tanto di piano.
"Fire and Ice" è la track più heavy dell'album dove a strofe in classico stile glam metal sopraggiunge un ritornello easy-listening ben sostenuto dalle chitarre di LaBar e Keifer (bel solo).
L'abum si chiude con"Take me Back", in pieno stile party-glam dove il ritornello colpisce subito per melodia e anche per il tempo scandito da Fred Coury: degna conclusione per un gran bell' album.
Questo disco a distanza di quasi vent'anni è diventato uno dei più venduti del genere, nonostante la band sia da tempo finita nel dimenticatoio, dopo l'album "Heartbreak station" (1991) e "Still Climbing" (1994) che dal punto di vista commerciale non hanno riscosso grande successo come i precedenti. Oggi la band è tornata a suonare (doveva essere presente anche all'ultimo Gods of Metal) soprattutto in America, ma di album nuovi manco l'ombra. Riuscirà "Cenerentola" a ritrovare la famosa scarpina?
P.S.
Nell'album, tra i vari ospiti figura anche il mai troppo rimpianto Cozy Powell.
Raf "The Grinder"