POWER METAL ZONE

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HAMMERFALL, Threshold - 31 Ottobre 2006 - 8.5/10
view post Posted on 5/12/2006, 14:07P_QUOTE
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HEAVY METAL!!!!!!!!

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La recensione di quest'album è presente al link che segue:

www.powermetalzone.altervista.org

AUTORE: HAMMEFALL
TITOLO: Threshold
DATA: 31 Ottobre 2006 - Nuclear Blast
VOTO: 8.5/10
RECENSORE: Raf “The Grinder”

TRACKLIST:
01 - Threshold
02 - The Fire Burns Forever
03 - Rebel Inside
04 - Natural High
05 - Drak Wings Dark Words
06 - Howlin' With The 'Pac
07 - Shadow Empire
08 - Carved In Stone
09 - Reign Of The Hammer (Strumentale)
10 - Genocide
11 - Titan

RECENSIONE:
A circa un anno di distanza dall'ultimo "Chapter V...", gli Hammerfall tornano sul mercato con il nuovo "Threshold", album in cui tornano a farsi sentire tutte le componenti musicali caratteristiche del loro sound. Una band come questa, pur non inventando nulla, ha sicuramente portato nuove idee e nuova linfa ad un genere, il power, che, dopo la consacrazione degli Helloween e dopo il grande successo degli Stratovarius, sembrava non avere più gran che da dire verso la fine degli anni novanta. Capitanati dall'ugola d'oro, Joacim Cans, i cinque svedesi debuttarono nel 1997 con un'album, "Glory to the Brave", che risultò( e risulta) un capolavoro indiscusso, dove la band dimostra di avere un proprio stile e di poter avere un ruolo determinante negli anni a venire, all'interno di tutta la scena hard' n' heavy.
La loro musica ha molte influenze anni ottanta (Priest e Maiden) ma è caratterizzata da toni epici e da cori antemic i(Manowar). Tutti questi ingredienti tornano con forza nella loro ultima fatica, nella quale, pur premettendo che non ci sono novità, sembra comunque di sentire quel tocco di genuinità presente nel primo lavoro, anche se ovviamente con risultati diversi.
Tocca proprio alla title-track, "Threshold", fare da apripista: il brano inizia con cori accompagnati dal suono di un clavicembalo, ma subito dopo sopraggiungono le taglienti chitarre di Elmgren e Dronjak, il ritmo si velocizza e sfocia in un ritornello molto potente e melodico (come da copione). In questo pezzo ci sono tutti gli ingredienti degli Hammerfall: velocità, melodia e antemicità: molto ben riuscito l'intermezzo soft di chitarra, non che l'assolo.
"The Fire Burns Forever" ci riporta di nuovo il trademark del gruppo: grandi cori, tempo standard, chitarre con influenze hard rock degli '80 prima del secondo ritornello, il tutto però riesce veramente bene, senza mai annoiare l'ascoltatore.
"Rebel inside" è introdotta da arpeggi di chitarra, a cui fa eco la voce molto espressiva (in questo frangente) di Joacim: dopo questa partenza, quasi da ballad, si arriva ad un mid-tempo cadenzato, per poi ritornare nuovamente ad atmosfere più soft e così via: gran bel pezzo.
Arriviamo ora al nuovo singolo, "Natural High", e le influenze priestiane si fanno sentire, eccome: classico ritmo heavy anni ottanta, chitarre taglienti come asce, veramente bello l'assolo e il ritornello (molto easy-listening).
"Dark Wings, Dark Words", dopo alcuni riff iniziali continua con alcune parti arpeggiate e molto dolci (si sentono alcune reminescenze degli Scorpions): suggestivi gli "ooooohh..ooohh" del ritornello e il fraseggio di chitarre scandite dal ritmo lento, che fanno di questa song una tra le migliori dell'album.
"Howlin' with the pac" ci riporta alle atmosfere heavy arricchite dalla grande prestazione vocale di Joacim, molto originale e ispirata, e dall'assolo al limite tra power e hard rock.
"Shadow Empire" è caratterizzata dalla doppia cassa di Anders Johansson (lui di certo non ha bisogno di presentazioni) e da strofe molto melodiche per finire in un ritornello potente ed arrembante.
Arriviamo adesso a "Carved in the Stone", uno tra i pezzi più riusciti di questo disco: dopo un'intro di voci ancestrali si passa per strofe su tonalità alte fino al ritornello, sempre iper-melodico e bello da sentire e risentire: il tempo non è accellerato, e proprio questo rende il pezzo monolitico e antemico.
"Reign of the Hammer", con influenze ottantiane, è un brano veloce e strumentale che, torno a ripetere, sintetizza al meglio il sound della band: il nome dice tutto!
La song successiva, "Genocide", parte con un inizio molto malmsteeniano (stacco di chitarra e batteria e assolo neoclassico), per poi diventare molto robusta nel ritornello scandito dalla doppia voce e da un assolo molto stile Helloween.
Il brano di chiusura è "Titan" con un incedere ancora ispirato ai Priest, ma mi spiace dirlo, ha un ritornello per niente incisivo, forse dovuto a un pre-ritornello che poco riesce a legarsi con il resto della canzone.
Quando ci si trova di fronte ad un disco del calibro di "Threshold", frizzante, melodico e potente, è difficile non rimanere a bocca aperta: ma va tenuto conto che gli Hammerfall (gruppo che apprezzo tantissimo) non hanno inventato nulla, e devono molto alla scena musicale degli '80. Tuttavia sono uno dei pochi gruppi come Edguy, Sonata Arctica e Gamma Ray, che sembrano poter portare ancora boccate d'aria fresca ad un genere, il power metal, che sembra si stia inaridendo per le tante band-clone che ci sono in giro: ben tornati Templari del Metal!

Raf “The Grinder”
 
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