la recensione di quest'album è presente al link che segue:
www.powermetalzone.altervista.orgAUTORE: Savatage
TITOLO: Sirens
DATA: 1983 - Medtal Blade
VOTO: 8.5/10
RECENSORE: Raf "The Grinder"
TRACKLIST: 01 - Sirens
02 - Holocaust
03 - I Believe
04 - Rage
05 - On The Run
06 - Twisted Little Sister
07 - Living For The Night
08 - Scram Murder
09 - Out On The Streets
10 - Lady In Disguise (Bonus Track)
11 - The Message (Bonus Track)
RECENSIONE:All'inizio degli anni ottanta i fratelli Jon e Criss Oliva (la cui famiglia era di emigranti italiani) formarono in Florida una band di nome Metropolis, in cui suonavano cover di Kiss, Deep Purple e Black Sabbath. Successivamente cambiarono nome in Avatar e arrivarono alla pubblicazione di un EP nell'82, "City Beneath a Surface", ma furono di nuovo costretti a cambiare nome, essendo già utilizzato da un'altro gruppo, perciò decisero di chiamarsi Savatage (fusione di Avatar e Savage). La line up che registrò il primo disco della band era composta dal grande Jon Oliva alla voce (e negli album successivi anche alle tastiere), da Criss alla chitarra solista, Steve Wacholz alla batteria, e da Johnny Middleton al basso (che sostituì il Keith Collins). La proposta musicale dei cinque ragazzi era ispirata a sonorità trash (siamo proprio in quel periodo) unite ad un classico heavy metal di stampo ottantiano (Priest e Maiden in primis tra le influenze del combo) con ritmiche molto speed.
Il pezzo di apertura è proprio la title track, "Sirens", introdotta da un sinistro arpeggio di Criss Oliva, accompagnato da un sottofondo di campane, che sfocia in una ritmica incidente con riffs heavy sopra cui si staglia la voce graffiata e allucinata del mastodontico Jon Oliva: ottima opener, in cui si alternano parti arpeggiate ad altre più dure.
"Holocaust" spiega già di per sè di cosa si tratta: ottime parti trasheggianti con una superba prova vocale di Jon, che sfodera già in questa sede alcuni dei suoi urli sovraumani: devastante!
"I Believe" è nuovamente introdotta da un oscuro arpeggio di Criss, a cui fa il verso l'ispirata voce del fratello, per poi sfociare in una hard'n'heavy song, quasi una cavalcata: bello l'assolo di Criss, nonchè il riff portante.
"Rage" è forse il pezzo più speed (ricorda un po' gli Accept) di tutto il platter, che mette bene in mostra il trade mark del gruppo: rabbia e ottime soluzioni chitarristiche.
"On the Run", pur iniziando con la chitarra a mille, si trasforma in un mid-tempo cadenzato su cui si staglia un muro di chitarre molto sabbathiano: bella la parte delle strofe, qualcosa in più forse ci si poteva aspettare dal ritornello, ma buona prova complessiva.
"Twisted Little Sister" ricorda molto i primi Judas Priest ("Dissident Aggressor" di "Sin after Sin") sia per la chitarra arrembante, che per il cantato di Jon: buona dose di heavy dei '70.
Con "Living for the Night" arriviamo ad un altro dei pezzi caratteristici dell'album: ritmo veloce, strofe melodiche e riffs sempre all'estremo del trash primordiale.
"Scream Murder" è un'altra bella track, una cavalcata (maideniana) che ci offre un'esaltante prova del basso in particolare, nonchè dei due fratelli Oliva: Criss in un assolo con tanto di tapping, e Jon nei suoi acuti micidiali.
"Out on the Street" parte come una ballad, merito anche della espressiva voce di Jon, per trasformarsi nel ritornello in una rock song molto melodica e tornare subito dopo a toni più soft: il tutto però è amalgamato benissimo, ottimo l'assolo.
Il disco però è composto anche (almeno nella nuova versione) da due bonus tracks: "Lady in Disguise" e "The Message". La prima è una ballad, molto led-zeppeliniana (la voce ricorda Robert Plant) ed è arricchita da un dolce arpeggio di Ciss Oliva. La seconda è un tipico pezzo heavy metal con cori molto melodici e graffianti nel ritornello e ancora va elogiato il lavoro di chitarra del compianto Criss.
In sostanza questo album rappresentò l'inizio di una grande legenda del nostro genere preferito e sin da questo esordio si riescono a vedere quelli che sarebbero stati i punti forti del loro sound: melodia, rabbia, potenza e anche romanticità. Va comunque tenuto conto però che in seguito la band sfornerà i veri capolavori ("Streets", "Gutter Ballet" ed "Edge of Thorns"), ma di sicuro questo fu il punto di partenza di una delle band più originali e importanti dell'heavy metal.
Raf "The Grinder"