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ACCEPT, Balls To The Wall - 1983 - 9/10
view post Posted on 7/1/2007, 12:58P_QUOTE
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HEAVY METAL!!!!!!!!

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La recensione di quest'album è presente all'indirizzo che segue:
www.powermetalzone.altervista.org

AUTORE ACCEPT
TITOLO Balls To The Wall
DATA 1983 - CBS Records
VOTO 9/10
RECENSORE Raf "The Grinder"

TRACKLIST:
01 - Balls to the Wall
02 - London Leatherboys
03 - Fight It Back
04 - Head Over Heels
05 - Losing More Than You've Ever Had
06 - Love Child
07 - Turn Me On
08 - Losers and Winners
09 - Guardian of the Night
10 - Winter Dreams
2001 Remaster
11 - Head Over Heels (live)
12 - Love Child (live)

RECENSIONE:
A distanza di un anno dal precedente successo di "Restless and Wild", album che segna un boom di vendite e di attenzione per i nostri, la band capitanata da Udo e Wolf Hoffmann torna sul mercato con un disco, questo "Balls to the Wall", che riesce a risultare ancora superiore (anche se ciò è abbastanza difficile dirlo) alla precedente release, e fa da apripista all'album successivo, quel gran capolavoro di nome "Metal Heart".
L'album parte con "Balls to the Wall", che inizia con un robusto riff di matrice hard rock di Hoffmann, dopo il quale seguono tutti gli altri componenti, ed infine entra in scena la voce di Udo, prima abbastanza tranquilla, poi, già nel pre-ritornello aggressiva e potente: classico ritmo ottantiano, ma più cadenzato che veloce; da brividi i cori al ritornello e verso la fine, cosa altro dire?
Si passa poi a "London Leatherboys", pezzo introdotto dal pompante basso di Peter Baltes, che rimane sempre su un mid-tempo standard, dove alla melodia delle strofe fa eco un ritornello potente ed iper accattivante, cantato a squarciagola da tutta la band: imperdibile come l'assolo di Wolf.
"Fight It Back "è sempre introdotto da una ritmica tosta di chitarra, ma è caratterrizzato da un tempo speed, dove la differenza la fa proprio Kauffmann dietro le pelli: bello il ritornello, ancora grandissimo assolo di Hoffmann, chitarrista di grandissimo livello tecnico e creatività (almeno per quel tempo).
"Head over Heels" è introdotta dal basso di Peter col quale si intreccia la chitarra di Hoffmann, fino a quando si passa ad un tempo non molto veloce a differenza della song precedente, standard: grande il ritornello, dove va sottolineata la grande prova di Udo.
Con "Losing more than You've ever had" aumenta (di poco) il ritmo stile '80, e permane la melodia, e oltre al bel cantato di Udo, va sottolineata la doppia voce del ritornello: song piacevole.
"Love Child" parte sparata con un tempo molto heavy, sul quale si imposta la voce al vetriolo di Udo: bello il pre-ritornello, come il chorus seguente e il fraseggio di chitarra del duo Hoffmann-Frank.
"Turn me on" ha un'incedere leggermente più duro e cattivo, dovuto a un bel riff: bel ritornello, dove Udo riesce sempre a creare con la sua voce singolare grandi sensazioni; belli anche qui i fraseggi tra le due chitarre.
"Losers and Winners" è sempre costituita da una solida base ritmica, più speed, su cui si impostano riffs secchi e veloci (molto maideniani): bella sia la melodia delle strofe che del ritornello centrale, per non parlare del testo (spiega come rivelare il vero amore a una ragazza tramite una lettera).
"Guardian of the Night" è introdotta da un arpegggio classico di chitarra, per poi passare ad un tempo ottantiano: bello il pre-ritornello, dove Udo da un'ottima prova interpretativa; lo stesso anche nel chorus, dove va apprezzato il lavoro ritmico di chitarra.
E arriviamo dunque all'ultima track, "Winter Dreams", pezzo più soft, ma non troppo, dalle atmosfere più tranquille, in cui la voce stanca e poetica di Udo riesce a esprimere bene le parole della song: bello il ritornello e le parti di doppia voce, oltre all'assolo di Wolf Hoffmann.
Ci troviamo senza ombra di dubbio di fronte ad uno degli album più importanti e memorabili della carriera degli Accept, oltre che dell'Hard'n'heavy in generale, preludio al successivo capolavoro che li proietterà definitivamente nell'Olimpo del Metal.

P.S.:nella versione rimasterizzata sono presenti due versioni live di"Head over Heels"e di"Love Child", sempre di quel periodo.
Raf "The Grinder"
 
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