ANGRA
Temple Of Shadows
2004 Atrheia Records
VOTO: 10/10Dopo il buonissimo "Rebirth",il mini cd "Hunters&Prey" e l'ottimo "Live in Sao Paulo",tornano sul finire del 2004 i brasiliani Angra con il nuovo studio album "Temple Of Shadows".La band ha in line-up ormai dal 2001 Edu Falaschi alla voce e la nuova sessione ritmica composta da Felipe Andreoli e Aquiles Priester (rispettivamente al basso e alla batteria).Il nuovo album si fa subito notare per l'artwork particolarmente curato nei minimi dettagli,quasi a lanciare subito un occhio di riguardo alla storia che viene descritta lungo tutto il percorso del disco.Questo infatti è un concept-album che narra le gesta di "Shadow Hunter",cavaliere templare del XI secolo che combattendo durante le crociate andrà in contro ad uno strano destino (tutte le lyrics sono state scritte dal chitarrista Rafael Bittencourt).
Le danze si aprono con la classica (ma mai scontata) intro "Deus Le Volt" che ci accompagna fino all'esplosiva prima canzone "Spread Your Fire",tipico pezzo power con cui i nostri apriranno sicuramente i loro concerti.Arriviamo così ad "Angels And Demons",canzone decisamente più prog-oriented,dove gli Angra rispolverano in maniera felice qualche arrangiamento del passato.Ottima fin qui la prova della coppia di chitarristi Loureiro/Bittencourt (una delle migliori del panorama metal attuale)ma anche del buon Falaschi,che sembra ormai essere entrato senza problemi nel meccanismo della band.Arriviamo al terzo pezzo "Waiting Silence",forse uno dei più semplici di tutto l'album,ma dove Priester e Andreoli soprattutto fanno la loro parte.Si passa poi a "Waiting Silence",semi-ballad con intro acustico condito dai dolci suoni delle tastiere,che prosegue con cori curati e ben inseriti.Il brano successivo è "The Temple Of Hate" e sembra che siano entrati in scena i Gamma Ray,non a caso a duettare insieme a Falaschi c'è Kai Hansen,leader storico della band teutonica.L'intro micidiale è scandita da due chitarre che quasi litigano a suon di soli saettanti come a voler prevalere una sull'altra.La forza di questo pezzo è quasi controbilanciata dalla tranquillità con cui si apre la successiva "The Shadow Hunter",brano complesso (forse il più progressive dell'intero disco) che alla lunga risulta essere uno dei migliori.Segue "No Pain For The Dead" una ballad con orchestrazioni,dove questa volta la voce di Edu è accompagnata da Sabrine Edelsbacher (vocalist degli Edenbridge).Arriviamo alla nona traccia "Winds Of Destination" che farà felice tutti gli amanti dei Blind Guardian,perchè alla voce troviamo subito Hansi Kursch,pronto anche lui a duettare con Falaschi;la canzone è un mix di potenza e melodia e si conclude con un assolo capolavoro del sempre bravo Kiko Loureiro."Sprouts Of Time" si apre invece con dei ritmi etnici,quasi a voler sottolineare che gli Angra non dimenticano comunque le loro radici e quelle sonorità che hanno spesso caratterizzato la band nel passato.La successiva "Morning Star" riprende la parte più heavy del disco con un interessantissimo assolo centrale.Il penultimo pezzo "Late Redemption" ricalca il discorso fatto per "Sprouts Of Time" con in più la presenza di Milton Nascimento,noto cantante brasiliano.Giungiamo così alla conclusione con "Gate XIII",pezzo unicamente strumentale,composto principalmente da parti orchestrali che ripercorrono tutte le canzoni del disco.
In conclusione questo "Temple Of Shadows" è un lavoro davvero emozionante,ricco di pathos e di potenza conditi da una perfetta produzione e da una sublime prova di tutti i componenti di questo fantastico gruppo.Procuratevelo il prima possibile,questo disco non ha nulla da invidiare ai primi capolavori degli Angra.
Paolo Gagliardi
Consenso= si