AUTORE:
GAMMA RAY TITOLO: Somewhere Out In Space
DATA: 1997 - Noise Records
VOTO: 9.5/10
RECENSORE: Paolo "Power Guardian" Gagliardi (Utente)
TRACKLIST:01 - Beyond The Black Hole
02 - Men, Martians And Machines
03 - No Stranger
04 - Somewhere Out In Space
05 - The Guardians Of Mankind
06 - The Landing
07 - Valley Of The Kings
08 - Pray
09 - The Winged Horse
10 - Cosmic Chaos
11 - Lost In The Future
12 - Watcher In The Sky
13 - Rising Star
14 - Shine On
15 - Return To Fantasy
RECENSIONE:Siamo nel 1997 e Kai Hansen e soci si sono da poco lasciati alle spalle il glorioso "Land Of The Free",album fortunatissimo che ha visto il ritorno del folletto del power metal alla voce.Dopo un discreto live album i nostri hanno un compito difficilissimo:riuscire a bissare il loro capolavoro precedente e far apprezzare a tutti il nuovo album.Ebbene tutto ciò incredibilmente avviene e anche nel migliore dei modi.C'è da dire innanzi tutto che 2/4 dei componenti sono cambiati: Henjo Richter prende la chitarra di Dirk Schlachter (che passa al basso),mentre Dan Zimmermann è il nuovo batterista."Somewhere Out In Space" si presenta subito come un grandissimo album (basato ancora una volta sulle saghe fantascientifiche già adottate nel disco precedente) e per capirlo basta solamente inserire il cd nello stereo e premere play.Si parte con "Beyond The Black Hole",pezzo che si apre con un vertiginoso giro di basso che fa da introduzione ad un'esplosione di potenza tipica dello speed-power;seguono sei minuti di una traccia davvero epica (scritta,come la maggior parte delle altre canzoni,da sua maestà Hansen).Segue "Men,Martians And Machines",canzone dal tipico sound heavy aiutato dal suono delle tastiere,che si conclude con un assolo davvero bello.Stesso discorso per la successiva "No Stranger" che si presenta con un ritornello leggermente più melodico.Passiamo così alla title-track che,a mio avviso,è una delle più belle canzoni dei Raggi Gamma,l'arrangiamento ricorda un pochino i cugini Blind Guardian,così come il ritornello e i cori che richiamano molto il lato epico e sinfonico del power.The Guardians of Mankind (scritta da Richter) è la classica canzone power,molto orecchiabile con un godibilissimo assolo incrociato nel finale."The Landing" è l'intro che ci porta verso "The Valley Of The Kings" (che diventerà uno dei singoli dell'album), un'altro classico della band teutonica che sembra studiato apposta per essere cantato dal pubblico in sede live.Seguono "Pray" (che rappresenta la ballad del disco) e "The Winged Horse" (altro pezzo scritto da Richter) dove l'assolo richiama "A Light In The Black" dei Rainbow,storico gruppo a cui il nuovo chitarrista dei Gamma Ray si ispira moltissimo.La decima traccia "Cosmic Chaos" (una sorta di assolo di batteria del bravissimo Zimmermann) ci introduce alla divertentissima "Lost In The Future",canzone che ci riporta agli Helloween di una volta,dove l'assolo riprende il famoso motivetto "Oh Susanna".Il brano seguente è "Watcher In The Sky" dove troviamo come special guest il cantante degli "Iron Savior" Piet Sielke (il pezzo verrà poi inserito proprio nel loro primo album)."Rising Star" è una breve intro di piano che mano a mano avanza fino a far esplodere la seguente "Shine On",altro pezzo power potente che chiude gloriosamente l'intero lavoro.E' presente inoltre una bonus-track:si tratta della cover degli Uriah Heep "Return To Fantasy",senza dubbio ottimamente eseguita.
Tirando le somme,questo quinto studio-album della band (il secondo con Hansen alla voce) è davvero fenomenale,non ha punti deboli e tiene sempre l'acoltatore incollato allo stereo;i Gamma Ray si sono davvero superati,regalandoci un altro capolavoro di puro speed-power metal.
Paolo "PowerGuardian" Gagliardi
Consenso : si
Edited by PowerLady - 28/9/2005, 02:22