POWER METAL ZONE

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NOCTURNAL RITES, Grand Illusion - 2005- 8/10
view post Posted on 11/7/2006, 10:48P_QUOTE
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La recensione è presente al link che segue:

www.powermetalzone.altervista.org


AUTORE: Nocturnal Rites
TITOLO: Grand Illusion
DATA: 2005 - Century Media
VOTO: 8/10
RECENSORE: Lisa"PowerLady" Preziuso

TRACKLIST:
01 - Fools Never Die
02 - Never Trust
03 - Still Alive
04 - Something Undefined
05 - Our Wasted Days
06 - Cuts Like A Knife
07 - End Of Our Rope
08 - Never Ending
09 - One By One
10 - Deliverance

RECENSIONE:
rand Illusion, 7° album della band svedese, ottimo successore del bellissimo NewWorld Messiah, rappresenta un'ulteriore conferma del buon gusto musicale di questa band nonchè delle ottime capacità tecniche dei componenti.
Per certi versi sottovalutati, i Nocturnal Rites offrono un sano power metal, sicuramente privo di "grandi genialità" ma con un sound che può essere riconducibile unicamente a loro; insomma è difficile che ascoltando questa band accada ciò che è prevedibile per la maggior parte dei gruppi power, e cioè che vengano scambiati per qualche altro gruppo.
Ma andiamo all'album: il brano d'apertura è Fools Never Die: un mid tempo che però credo sia forse il brano meno meritevole dell'albuum, per certi versi anche abbastanza statico.
In Assolvenza entra Never Trust, tempi medi anche qui, brano molto intenso.
Ma passiamo a Still Alive in cui si iniziano a percepire sonorità più pesanti che si alternano a parti tipicamente power, ritornello molto trascinante.
Stesso discorso per Something Undefined: ritmiche più pesanti rispetto ai canoni power ma ritornelli più "tipici". Molto bello il passaggio dal secondo ritornello ad una parte più cadenzata che cresce poi per ritornare al ritornello e poi concludere.
Sembra quasi che la ricerca di un suono più pesante, in questo album, sia andata crescendo brano dopo brano. Di fatti Our Wasted Days riconferma questa "particolarità", questa unione tra due sonorità diverse ma che loro sono riusciti ad intrecciare senza sbalzi troppo evidenti ed in modo eccellente.
Ed ecco quella che io considero la perla di questo album, per me il brano più bello: Cuts Like A Knife è un brano pesantissimo (sempre rifacendoci ai canoni power) in cui è stato inserito un particolare che lo rende unico, e cioè l'alternarsi di voce pulita ad un cantato growl che si adatta perfettamente alle ritmiche di chitarra.
L'entrata dell'assolo ricorda, per certi versi, sonorità usate dai Grip Inc. ritornando poi su scale tipicamente power.
Una bellissima, per quanto semplice, frase di tastiera introduce End Of Our Rope, brano più cadenzato nelle strofe che passano prima ad un tempo tagliato e poi, successivamente, al bellissimo ritornello sestinato. Le tastiere ricompaiono per concludere il brano.
Ed ancora, Never Ending: intro e strofe pesanti ed ancora ritorno al power più classico per i ritornelli.
Credo che One By One sia il picco più basso dell'album, un mid tempo piuttosto scontato sia nelle sonorità che nella metrica delle linee vocali, nonchè negli stacchi e nella struttura del ritornello. L'assolo è forse la parte più bella del brano, nulla di eccezionale ma piacevole.
Ed ecco Deliverance, se è vero che la scelta di utilizzare Fools Never Die come brano d'apertura sai stata, a mio avviso, un po' infelice, è altrettanto vero che non avrebbero potuto scegliere brano migliore di Deliverance per concludere quest'album.
Penso di questo brano che sia meraviglioso, ascoltandolo nel suo insieme si può pensare: "Hey, niente di eccezionale!" ma ciò che rende questo brano unico sono le "sfumature". Piccoli tocchi di classe messi nel posto giusto, a partire dall'inizio del brano: una leggera assolvenza dell'arpeggio di chitarra, appena accennato su cui fanno subito irruzione le ritmiche di chitarra distorta che danno il via al brano. Pezzo cadenzato ed emozionante, bello il ritornello. Ed ecco una delle parti più belle del brano: l'assolo, per il quale non ho davvero parole per esprimerne la reale bellezza. Si rientra subito nel ritornello ed ecco che tutto si ferma e riaffiora l'arpeggio di cui era stato dato solo un piccolo accenno all'inizio del brano, e su cui si aggiunge una bellissima frase di synth, poche note ma azzeccatissime.

Un album decisamente piacevole.

Lisa "PowerLady" Preziuso



Edited by PowerLady - 11/7/2006, 12:21

 
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